Rodeghiero nel Mondo

     In Italia si contano circa 7.000 nomi propri di persona, contro i circa 330.000 cognomi: un primato mondiale!

     La ragione di tanti cognomi sta nella frantumazione sociale e culturale italiana e nella tardiva unificazione linguistica.

     I cognomi italiani attuali cominciarono a farsi strada nel pieno del medioevo, fra i secoli dodicesimo e quattordicesimo, quando il volgare, la lingua parlata dal popolo, subentrò al latino.

     I primi ad introdurre i cognomi furono gli etruschi, seguiti dai romani, che usavano un prenome, strettamente personale ma di scelta limitata, un nome, che indicava l'appartenenza ad una gens, cioè ad un gruppo di famiglie con una origine comune, e un cognome, che indicava a quale famiglia si apparteneva, e nel caso di possibile confusione si usava anche un  soprannome (in latino agnòmen), riferito a caratteristiche fisiche o condizione: questo sistema permetteva un'ampia efficienza sul piano amministrativo.

     Nel passaggio dal latino al volgare-italiano si affermò invece solamente il nome, come prevedeva la tradizione cristiana e poi quella del mondo germanico: nel caso di confusione si usava un soprannome od il nome del padre, patronimico che si usava anche nel caso di persone importanti. La prima città in Italia ad usare i cognomi fu Venezia nel IX secolo, probabilmente per influsso del sistema nobiliare dei Franchi: inizialmente nelle famiglie di ascendenza nobiliare e poi in quelle dei ceti mercantili; il cognome  si propagò assai lentamente al resto della popolazione, e cominciò a diffondersi in Italia nel dodicesimo secolo, promosso dalla caratterizzazione famigliare del sistema feudale, fino alla sua cristallizzazione con il Rinascimento, favorito dal grande sviluppo dei commerci.

     Dopo il Concilio di Trento (1545) furono istituiti i primi registri battesimali, dove accanto al nome proprio veniva indicata anche la famiglia, ma non di rado capitava, cosa che tuttora capita, che nella trascrizione lettere e sillabe venissero storpiate dagli anagrafisti. Proprio per questo non è sempre facile risalire al significato di un cognome, ma mentre se ne riscopre l'etimologia se ne documenta il percorso dalla nascita all'evoluzione, e contemporaneamente questo studio aiuta a tracciare la storia di una comunità.

     I cognomi possono derivare da luoghi di provenienza, da nomi personali o da soprannomi; per quanto riguarda i cognomi derivanti da nomi, due tradizioni si innestano nel filone dell'onomastica occidentale: quella latina, o ebraico cristiana, e quella germanica, con i nomi importati dai Longobardi (o forse prima ancora dai Goti), Franchi ed Imperatori tedeschi: è questo il caso del cognome Rodeghiero/Rodighiero.

 

  I testi di questo sito sono di Flavio Rodeghiero, e sono contenuti nel volume :'Rüdegar. Una storia familiare dell'Altopiano', curato dallo stesso autore,  con un cd allegato, curato da Alberto Alberti,  contenente la genealogia delle famiglie Rodeghiero/Rodighiero dal 1300 ad oggi, ordinabili scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Tutti i diritti riservati.

Si ringrazia per il sostegno alla pubblicazione del volume:

Cassa Rurale ed Artigiana di Roana

Antonio Rodeghiero, Miotti Rappresentanze, Vicenza

Antonio Rodeghiero, Hotel Rutzer, Asiago

Antonio Alberto Rodeghiero, Rodeghiero Paints, Mure di Molvena

Duilio Rodeghiero, Agriturismo Gruuntaal, Asiago

Franco Rodeghiero, Macelleria Equina, Cartigliano

Modesto Rodeghiero, Rifugio Forte  Verena, Asiago

Roberta Rodeghiero, Scioline Rode, Asiago

Sergio Rodeghiero, Pasticceria 'El fornareto', Asiago

 

Nonché le ditte:

 

 


 

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Rodeghiero Flavio

Giornalista e docente, è laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Teologia; ha frequentato i corsi della 'School of European Studies' - University of Sussex (England) e i corsi estivi dell'Institut Catholique de Paris.

Giornalista iscritto all'Albo pubblicisti, ha iniziato giovanissimo, a 17 anni, a scrivere per  il settimanale 'La difesa del popolo' (Padova) e a collaborare con la 'Radio Comunità Cristiana Altopiano' (Asiago - Vi); è stato collaboratore dell'emittente televisiva 'Telechiara' (Padova), dove ha condotto la trasmissione 'Benvenuta Europa', che è stata premiata nel 1992 con il 'Lauro d'argento' dalla Comunità Radiotelevisiva Europea. E' stato corrispondente per il quotidiano italiano 'L'indipendente' e per l'emittente radiofonica tedesca 'Deutschlandfunk' (Köln - Germany).

Ha insegnato nella Scuola Secondaria di Secondo Grado dal 1984 al 1994, assumendo negli stessi anni l'incarico di coordinatore d'Istituto del programma della Regione Veneto 'Educazione all'Europa nelle Scuole'. Cultore di Storia delle Istituzioni, dal 2003 è docente universitario a c. (Università degli Studi 'La Sapienza' - Roma).

Dal 1994 al 2006 è stato membro della  Camera dei Deputati, componente delle Commissioni Permanenti VII Cultura e XIV Affari Comunitari, seguendo in particolare il recupero e la valorizzazione dei beni culturali del Veneto,  specialmente delle Città Murate e del patrimonio storico della Grande Guerra. Impegnato fin da giovanissimo nelle attività del  Movimento Federalista Europeo, è stato membro delle Assemblee Parlamentari del Consiglio d'Europa, dell'Unione Europea Occidentale, dell'OSCE (Organization for Security and Cooperation in Europe), dell'Unione Interparlamentare e Vice-Presidente di ECStA (European Council for Student Affairs).

E' stato vice-Presidente ed Assessore alla Cultura della 'Spettabile Reggenza dei Sette Comuni', Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Presidente dei Collegi Universitari 'd.N.Mazza' (Padova-Verona-Roma), e Commissario dell'Esu (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario). Attualmente è Presidente del Consorzio Turismo D.M.O. (Destination Management Organization) di Padova.

Ha ricevuto il Premio Altino 2008 per la Cultura, ed è Membro Onorario dell'Assemblea del Consiglio d'Europa.


Altre pubblicazioni dello stesso autore:

'Costruire il Diritto allo Studio - Architetture Universitarie', Grafiche Postumia, S.Martino di Lupari (Pd), 2010. 

'Città Murate del Veneto', (con G. Perbellini), Sommacampagna (Vr), 2011.

'Europa perché sì (con qualche se)' , (con D. Romani), Casa Editrice Mazziana, Verona, 2014.

'Noi che fummo giovani...e soldati. L'Altipiano e i suoi caduti nella Grande Guerra', Marsilio Editori, Venezia, 2015.

'Castelli e altri tesori delle Città Murate del Veneto' (con G. Perbellini), Azzurra Publishing, Verona 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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